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Un Luogo Comune

per non dare nulla per scontato

28 dicembre
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Vetro, aria, vetro

Mi hanno messo qui

a controllare le stelle

artificiali

della valle;

a guardarle brillare

nel gelo,

nel buio.

 

Mi hanno legato

ad un tempo e

ad uno spazio,

a misurare in

coincidenze

la lontananza.

 

Mi hanno lasciato

nel petto

qualcosa di così

maledettamente

esplosivo,

qualcosa di qui

che comunque

tu non capiresti.

 

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14 ottobre
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Le foglie

(per la serie: canzoni senza musica, se volete ascoltarla fatemi un fischio e porto io la chitarra)

Non sarà poi niente

seguire con passo pesante

i capelli tuoi rossi,

che dal mattino sono mossi.

E gentilmente cadono le foglie.

 

Non sarà poi  molto

cercare spesso il tuo volto,

sguardi soltanto accennati

per giorni ad un tratto perduti.

Ed in silenzio cadono le foglie.

 

E cadono le foglie sull’asfalto

ed il nostro vivere è un salto,

chiederò al tuo sguardo “Non morire”,

ma non c’è più niente da capire.

 

Non sarà poi tanto

avere quasi per incanto

i tuoi occhi ed i tuoi sospiri,

poi carezze come fiori.

E gentilmente muoiono le foglie.

 

E cadono le foglie sull’asfalto

ed il nostro vivere è un salto,

chiederò al tuo sguardo “Non morire”,

ma non c’è più niente da capire.

 

E cadono le foglie dappertutto

ed ogni giorno passa ed io aspetto,

anche questo autunno dovrà finire

e non c’è più niente da capire.

E non c’è più niente da capire.

 

28 settembre
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Rumori per Brescia

A te,

telefono spagnolo

dalla faccia distrutta

e dalle occhiaie nascoste;

 

a te,

discepolo delle nove

della Domenica;

 

a te,

scomunicato errore

nel rumore del treno,

graffito frammentato.

 

70

22 febbraio
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Presenza nel momento

Torbidi venti muovono

le poche pallide nuvole timide;

 

Il sole fa brillare di riflessi incandescenti

i rami del vecchio pino;

 

La neve si scioglie

come tutto si scioglie,

come la Morte tra le foglie;

 

Gli uccelli si scagliano nell’aria

sagome di libertà controluce;

Il cielo chiaro mi parla

di epoche lontane.

 

Sono fatto per essere qui, ora.

 

 

22 febbraio
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Tracce dovunque

Svettano le antenne

tranquille.

Proiettano onde di vento

tra i rami pesanti degli alberi.

Il tramonto già le inonda

di luce colorata,

scintillano nelle radiazioni,

captano segnali di attesa

nel silenzio,

 

 

20 febbraio
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Sig.na

Quanti anni devono ancora passare,

signorina Utopia?

Quanti fiori appoggiati in sogno,

nella piovigginante città che dorme?

Quante ore, quante figure, quante sagome,

che sono, ma non sono?

Quanti minuti tra me e lei,

signorina Utopia?

 

04 febbraio
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Il giorno dopo la nevicata

“La situazione è stata mantenuta sotto controllo

la viabilità è ottima,

i mezzi spargisale hanno lavorato

tutta la notte”

 

Faccio scorrere le parole

tra le mani.

La neve grigia ai bordi delle strade

brilla in una coperta di grigio.

Fa freddo, ma c’è il sole.

E i tetti pallidi tacciono,

e i fumi grigi s’innalzano,

e le scarpe si sporcano,

e gli alberi non si muovono.

E scrivo di nascosto

 

E respiro.

 

31 gennaio
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Prima Neve

Frammenti d’Avorio

in ordine caotico

seguono una geometria insondabile

disegnano segmenti di luce nel grigio,

volano leggerissimi sedotti dal vento.

Fulminei in una direzione,

poi soavi verso il suolo;

lasciano sugli alberi scuri

polvere di morte,

segatura di vite mancate.

Poi lievi sulle guance delle ragazze

fanno stringere loro gli occhi

e le fanno sorridere nel freddo ricordo

di un’estate lontana.

 

Gentil ascoltare.

 

 

 

22 maggio
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Prima Del Viaggio – Eugenio Montale

Prima del viaggio si scrutano gli orari,

le coincidenze, le soste, le pernottazioni

e le prenotazioni ( di camere con bagno

o doccia, a un letto o due o addirittura un flat);

si consultano

le guide Hachette e quelle dei musei,

si scambiano valute, si dividono

franchi da escudos, rubli da copechi;

prima del viaggio si informa

qualche amico o parente,si controllano

valigie e passaporti, si completa

il corredo, si acquista un supplemento

di lamette da barba, eventualmente

si dà un’occhiata al testamento, pura

scaramanzia perché i disastri aerei

in percentuale sono nulla;

prima
del viaggio si è tranquilli ma si sospetta che

il saggio non si muova e che il piacere

di ritornare costi uno sproposito.

E poi si parte e tutto è OK e tutto

è per il meglio e inutile.

E ora che ne sarà

del mio viaggio?

Troppo accuratamente l’ho studiato

senza saperne nulla. Un imprevisto

è la sola speranza. Ma mi dicono

che è una stoltezza dirselo.