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Un Luogo Comune

per non dare nulla per scontato

14 ottobre
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Le foglie

(per la serie: canzoni senza musica, se volete ascoltarla fatemi un fischio e porto io la chitarra)

Non sarà poi niente

seguire con passo pesante

i capelli tuoi rossi,

che dal mattino sono mossi.

E gentilmente cadono le foglie.

 

Non sarà poi  molto

cercare spesso il tuo volto,

sguardi soltanto accennati

per giorni ad un tratto perduti.

Ed in silenzio cadono le foglie.

 

E cadono le foglie sull’asfalto

ed il nostro vivere è un salto,

chiederò al tuo sguardo “Non morire”,

ma non c’è più niente da capire.

 

Non sarà poi tanto

avere quasi per incanto

i tuoi occhi ed i tuoi sospiri,

poi carezze come fiori.

E gentilmente muoiono le foglie.

 

E cadono le foglie sull’asfalto

ed il nostro vivere è un salto,

chiederò al tuo sguardo “Non morire”,

ma non c’è più niente da capire.

 

E cadono le foglie dappertutto

ed ogni giorno passa ed io aspetto,

anche questo autunno dovrà finire

e non c’è più niente da capire.

E non c’è più niente da capire.

 

27 agosto
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Anche in Sicilia si muore d’amore

I compiti delle vacanze del caro Paolo Bontempo, scostanti.

Il lavavetri non capisce un cazzo

(Ovvero: Non innamorarti mai in estate, o fallo raramente)

Bam… non succede nulla. L’asfalto èpiù abbronzato di me di questi tempi. Il guardaraill non guarda più un cazzo. Il gelataio è smarrito, sudato, felice come non mai. I negozi sono noiosi. I supermercati sono solo freschi, null’altro. La frutta è diversa. L’anguria riappare dopo una lunga agonia in carcere. La scrivania non ha più alcun senso pratico. Il cielo non lo si guarda, il sole è un’entità mistica da ieri. Se non cambi visuale Ariosto si incazza, poi vaglielo a spiegare tu che Monica Vitti è malata, che il papa di prima non c’è più. Ogni giorno è un escalation per l’ascensore di tua zia, che poi è del condominio. Abita al secondo piano l’inquilino del terzo piano, perché scende dalle stelle con le gocciole, mangia gallette, è celiaco da vent’anni, da quando ha scoperto di stare male. La salsedine è una parola troppo lunga e deteriora la memoria a breve termine. Non finisce mai di stupirmi l’incomprensibile. L’aeroplano scoreggia e perdo fiato. Corro solo in salita quando salto stacco i piedi da terra e cado sempre in piedi. Inciampo spesso nel tuo sguardo, ma tu vedi meno di uno che non ci vede un cazzo. Nuoce alla salute essere piccoli, bisogna mangiare pìù spesso al Mcdonald. Compro braccialetti dai negri, mangio con gli Ebrei, dormo con i Messicani. Scrivo il diario di Bridgette Jones quando lo sceneggiatore si addormenta. Buonanotte al secchio, addio castelli di sabbia, avanti castelli di mmerda. Sono i sintomi dell’amore amaro mi dice il medico della mutua. In estate è chiusa la farmacia di fiducia, le altre sono nebbiose. Sei indeciso, impreciso, sconvolto. Fai una giravolta e buttati a terra una volta tanto. Ti verrà anche da ridere ma non pensarci, tu sei una persona triste.

 

PICTU (50)

 

Ooo

Cadono le foglie,

e io me ne fotto,

e non ho voglia di poesia adesso,

al buio.

 

PICTU (48)

 

 

21 giugno
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Non pensavo si potesse essere tanto stanchi.

Estate. Sole. Caldo. Parole singole e poi un punto per sentirsi più fighi. Dopo una giornata di CRE, che è dura da definire “giornata” in quanto risulta più come una “stupenda tortura”, passata a rincorre bambini urlanti molto più forti di me, sono chiuso nella mia tana, illuminato dal monitor a scrivere sulla mia tastierina dei Cinesi sette euro e via. Dire che sono distrutto è veramente dire poco. Ho raggiunto quello stato di stanchezza nel quale (per fortuna) il corpo regge ancora, anche se ogni movimento provoca un dolorino nervoso, ma la stanchezza psicologica è tale da non riuscire ad avere rapporti umani superiori al saluto. Mi riduco a un’assonnata osservazione delle cose quotidiane, a maledire facebook per aver censurato il mio sito dichiarando ogni link ad esso “offensivo”, ad aspettare l’imminente arrivo del “regno animale” e sbattere la testa contro la scontentezza di fondo che abbiamo tutti. Così, vi lascio,o lettori immaginari.