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Un Luogo Comune

per non dare nulla per scontato

26 luglio
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Dal bosco sul colle

PICTU (38)

Inquieti

a prendere il sole

nel bosco,

dove osano le cicale.

Siamo grilli parlanti,

persi e raffazzonati

come i rami

appesi al cielo.

Per me è un miracolo,

per te non so.

di Pietro Raimondi

 
PICTU (37)

 

 

Crux Desperationis

Di giorni annoiati,

in una radura

ciclica.

 di Paolo Bontempo

PICTU (35)

 

Amico mio,

ci separa del filo spinato.

di Paolo Bontempo

 

PICTU (45)

 

Però lo

leggi dopo

a casa

 

Fotocamera: Olympus OM10

Pellicola: Lomography CN400 35mm

Mozzo (BG)

17 giugno
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Gli UpStream

Gli UpStream sono una giovane band fusion rock della bergamasca. Sarà che conosco uno di loro, sarà che mi ha messo malinconia l’annuncio dell’ultimo concerto, sarà che li ho cominciati ad apprezzare davvero proprio quando hanno deciso di prendersi una pausa, ma sento il bisogno di scriverne.

[La loro cover degli ultimi tre pezzi di The Dark Side Of The Moon]

Gli Upstream sono Elio, Carlo, Pietro e Stefano. Rispettivamente vocetastiere, chitarre, basso e batteria. La loro esperienza parte nel 2008 e, dopo varie circostanze che non so e non voglio sapere perdono un componente fondatore, incidono il primo EP autoprodotto e maturano fino al recente annuncio di un probabile se non certo LP. Tempo fa ho ascoltato il loro EP e ho notato subito due cose: ottime capacità a livello di musicisti, ma giovinezze alla voce (sia come fisicità della voce stessa, che come melodie dei pezzi propri, che come testi) e perciò ho messo via il disco per non riascoltarlo più. Poi ho di recente visto un live.

Il punto è il segno d’interpunzione più figo, l’ho sempre detto io e dall’ultimo punto di questo pseudo-articolo penso voi abbiate capito che la mia opinione è cambiata, anzi, è stata cambiata dai fatti, dall’evidenza. In quel live ho trovato atmosfere assai rare in contesti indie-giovanili-liceali, assoli da brividi, arrangiamenti da gente con intere carriere alle spalle e voglio ribadire le atmosfere (giuro che sono astemio e che non faccio uso di alcun tipo di principio attivo assuefacente). Poi le melodie della voce non mi convincono tuttora e le loro canzoni finiscono per annoiarmi, sono sincero, ma dopo un loro live mi sono accorto di come questo gruppo sia terreno fertile per qualcosa di grande.  Questa professionalità senza perdere accezioni adolescenziali, questa innegabile bravura senza pretese di fama o vanaglorie non possono essere fini a sé stesse. Insomma: Ho avuto i brividi.

Di recentissimo il gruppo ha annunciato l’ultimo concerto del progetto inteso come è stato fino ad ora. Parte il bassista e gli altri stanno sugli alberi a maturare per un annetto. Siamo ad una svolta importante. Da qui in poi il terreno fertile di cui parlavo ha iniziato a germogliare e, oserei dire, a dare frutto.

Forza UpStream, sono con voi. Tanti complimenti, ma sotto col lavoro, c’è da costruire la musica della mia generazione qui.

 

 

PS: Ci vediamo tutti qui.