Crea sito

Un Luogo Comune

per non dare nulla per scontato

11 settembre
0Comments

Cicale

Questo odore,

nel secondo silenzio del sole

pensavo alle ragazze

in mezzo alle cicale.

Quella volta che le abbiamo ascoltate

insieme

adesso brucia sulla schiena,

come fosse soltanto bisogno

di avere addosso un nome

da sussurrare

tra il caldo e le cicale.

 

endin

 

 

Come hai fatto a scavalcare

il legno

per andare tra i cespugli

a pisciare?

Avevo dieci anni,

davvero non riuscivo a capire

a quale immensità del cielo

dovessero andare a finire

i baci e le carezze che sognavo di dare.

 

Adesso che lavori e fai qualche soldo

e sorridi ai ragazzi

e li chiami amici,

quando guardi le stelle e le montagne

è in grado la tua mancanza

di abbracciare

il mio corpo minuscolo

sdraiato sulla sabbia del mare?

 

soltr

 

Ce ne andiamo in macchina lasciando la brasca nel vento fuori dal finestrino e le colline gialle d’estate prendono fuoco alle nostre spalle. Bruciano come le tue guance, come i tuoi occhi rossi quando pensi a chi lascia la vita e la casa e gli animali e tutte queste cose bruciano, bruciano nella campagna che mi da alla testa. E quindi ho di nuovo il cuore pieno e di nuovo non capisco il casino di esaurimenti sentimenti che mi trapassano il corpo, ma non sono loro a farmi pieno ora. Ora lo so.

 

ranza

30 agosto
0Comments

CP 747 ZZ BG 20

Vaffanculo

oggi
ti amo
anche se avevo promesso
di non dire più
certe frasi
anche se
a dodici anni
ti ho lasciato
sulle panchine del parco
via Perosi
non chiedermi
cos’è l’amore
non chiedermi sensazioni
diverse
da quelle che si provano normalmente

oggi
va così
dico quello che non volevo dire
per paura degli altri
ti amo
e vaffanculo
di nuovo
scontato come vuoi
fino a domani mattina
fin quando non vedrò
l’alba
insieme a te
o guarderò te
che sei l’alba
preferisco i tramonti
anzi preferisco
guardare
i monti
non so neanche un nome
ma
ti amo
andiamo insieme
un passo ancora
un altro che aspetta
noi

se mi chiedessi
di ritracciare lo stesso percorso
due volte
mi sono dimenticato
di cambiare l’orologio
sintonizzarlo
con il televideo interno
dei tuoi occhi
su grande schermo
vedere tutto il nostro futuro
comprometterlo
cambiando verso il peggio
dove si fuma
si sta male
respiro aria pulita
dopo i 1200 metri
di corsa
per vincere una gara inutile
contro le mie scarpe nuove
ho guidato
ascoltando la tua radio preferita
ho fatto il possibile
per non dirti
ti amo
ma sono sempre qui
non c’è altro
nient’altro
solo le frasi che ti aspettavi
perché non ho voglia
di cercarne altre
ho sonno
forse sono meglio queste
ho sempre sbagliato
io
inseguire la poesia dove
non mi ricordo
una vacanza
riporta
solo
a casa
questa casa
ti amo
perché
sono nato qui
in questo cortile
in quel campetto
non so altro
niente
mi basta questo
finchè tutto questo resta
anche se non è più come prima
lasciami
ballare
con la palla da calcio
lascia che sia io
a prendermi addosso tutto

oggi
ti amo
anche se non vuol dire un cazzo
tu
non parlare
come hai sempre fatto
tornerò qui
se riesco.

 

WhatsApp Image 2016-08-30 at 15.54.41

 

 

di Paolo Bontempo

 

24 giugno
0Comments

Il Vangelo secondo Smatteo

Se ritorna uno smatto di Paolo cosa vuol dire? Che si torna indietro? Che si va avanti? Che è Giugno e non c’è un cazzo da fare? Forse?

In realtà ho una specie di carica super mario smash smosh boh. Cioè nel senso appunto infatti su un blocco dello scrittore le annotazioni per il prossimo film di ezio greggio tutto minuscolo. Risollevare la commedia all’italiana e buttarsi nella serie Z che neanche in lega pro che neanche in serie c che neanche stare giù. Allora tu giocavi a pallavolo e io venivo a guardare le tue partite, è ok? Creiamo questi ricordi così i nostri figli saranno contenti. Io lo spero che avremo dei figli, ma quanti ne vuoi, uno due tre o quattro e poi fare la fame ogni santo giorno che piove nevica e tutte le cose invisibili e di merda. Buttato nel mondo antico, rialzato dalla cenere del battesimo, venerdì santo prima di sera suona il campanello d’allarme come un gong e dai il via alla nuova sfida fra stati uniti e stati sparsi. Ma la Russia è ancora una potenza mondiale? Ma il giappone perché ogni tanto salta in aria però non è come trenitalia che per farti male o inciampare o sbattere contro le porte girevoli devi aspettare anni e amare i ritardi. meglio l’argentina unita o il brasile che vince i mondiali di Curling e nuovo sport nazionale e nuovo mito globale e la djmba e il dance floor nuovo di zecca con donne da Rio. Napule, salta di tempo in tempo questo nuovo mondo terzo millennio new age new world no profit no tav yesman yes portiamo avanti le coalizioni di destra sinistra alto basso ticino dove nuotiamo coi braccioli di braccio di ferro gonfiati a spinaci e voglia di vivere sul lato giusto dell’arno, sulla sponda sporca del giorno. Perché si sa, ogni minuto che passa fanno secondi preziosi, ogni anno che se ne va porta con sé nuovi doni a Babbo Natale a un Babbo qualunque ma no, alla povera Madonna neanche un rancio di Sushi, neanche farla rimanere in cinta col curry o il primo baracchino messicano destinato a cani da macello, tipo dietro l’angolo vendono una costata buonissima e già dal nome sai il prezzo. L’inflazione torna quando meno te lo aspetti, come un giornale a forma di aeroplano che si schianta contro le gemelle Kessler e interrompe i balli di una vita, le speranze di una signora per bene che usa saponette usa e getta e sgancia scoregge non appena si indispettisce. Però noi tutte queste cose non le possiamo capire a fondo, noi tutte queste cose dobbiamo guardarle da un bicchiere pieno di vino, che sia Chianti o schiantato contro il parapetto di uno che fa takewondoo ma non guardagna un cazzo e la sera porta pizza kebap stronzate lego takeaway away da ciò che vuoi beby qui non scherziamo col fuocoammare ma solo amare un unico dio e se capita anche zeus afrodite atena e poseidona che si posa a fondocampo e noi chiudendo il diaframma potremmo addirittura respirare aria buona.

 

13499922_10207344328703347_2081612006_o

10 maggio
0Comments

L’ho sempre detto che

Porta Vittoria

Non occorre accendere la luce,

viene dal cortile

opaca sul vetro del bagno.

Mi sanguinano le nocche dal freddo,

c’è buio intorno se ti penso.

A Porta Vittoria un buco immenso,

con le reti e i blocchi di cemento,

tra casa tua e la strada

se passa la 90 è la volta buona che salgo

è la volta buona che torno.

 

2016-04-29 21.54.39

 

 

Scivolavo

Quando ero

piccolo scivolavo

 

20160417_202407

 

 

Il primo ritardo

Il telefono é sporco di sangue,

la bici un vagone più in là,

il primo ritardo che le ho dato,

il primo taglio che mi ha dato.

Quando passa sull’Adda

il treno rallenta

come se fosse un diritto di tutti

guardare giù.

Nelle immagini ho una tua fotografia:

con tanta luce e la camicia

e le lentiggini,

ogni tanto la guardo

per ricordarmi che sei bella

e allontanare il buio,

la paura che crolli il ponte

e l’Adda decida di

 

Via Carnate e neon intermittenti,

a Francesco non importa più

che esistano davvero.

 

non qui

30 aprile
0Comments

Per quando mi

Tu non svegliarmi,
ritorna
a Dicembre.
Non tendere più
quella tua piccola
mano fredda
verso il mio petto
insicuro,
lo tengo per me
il mio costato.

Ritorna a Dicembre,
come se potessi ancora
passarti davanti,
cercarti distratto
negli stessi corridoi,
nella botola,
in silenzio.

Non sarà così
mai
lasciati andare,
Dicembre,
tra le braccia
di un altro.

 

2016-04-17 20.34.57

Aprile 2015

13 marzo
0Comments

Schifo

Forse non ho mai commesso errore più grave di quella volta che sono salito furioso con la bicicletta e mi sono lasciato andare a sfiatare sulla panchina. E nell’affanno ho respirato e sorridendo ho detto “in fondo non ho nessun problema, sono in pace con Dio e col mondo”. Fortunato. E poi lì fermo, steso addosso alla pianura, zeppo della mia salita inutile, io, io che sorrido nella mia pace indotta e mormoro un ringraziamento che non è.

Solo adesso, poco più su, mi accorgo di aver sbagliato davvero quel giorno. Del mondo non mi curavo e Dio lo tenevo come al guinzaglio. Perché sono arrivato a fare finta anche nella più candida solitudine. Perché non si ringrazia mai davvero se non quando si chiede, si chiede ancora. Ancora più sassi, ancora più flutti, ancora più.

10578014_10204733423763345_439363090_n

08 gennaio
0Comments

Tardino

chissà chi viveva qui dentro

in questa casa, in questo palazzo,

nel 1974

chissà chi ha impregnato questi muri

per la prima volta di calzini

di tabacco o di carta bruciata,

chissà le loro facce nello scendere

da queste stesse scale

per correre via senza fare rumore

senza farsi odiare dai vicini

arrivare in tempo

chissà dove

 

Foto0143_001

 

come le foglie nella piazza

i tuoi occhi all’esselunga;

ti abbraccio stretto e ti resisto

ti cerco dentro ma mi nascondo,

chi sei?

che ti vedo tutti i giorni

e mi dimentico di te,

che ti racconto i sogni

e mi vedi chiaro come se

nel presepe la tempesta

nel deserto poi la cassa

 

 

fa freddo ai piedi qui dentro

non mi perdo, giuro non mi perdo,

che schifo le cose che non sanno

di niente

vada pure

levigata questa storia

del cielo sulle case

dei manifesti appesi

delle occupazioni

mi servirebbe forse averti qui

per non perdere il mio corpo

nelle fessure del giorno

ma poi che ne sarebbe

della mia media, degli esami?

 

My beautiful picture

 

 

già troppo tardi

credo

vabè

tanto vinci tu

 

*

 

spendo corse sotto i piedi

mi ricordo non ti siedi

dormi solo nel rumore

poi cammino col sudore

e gli occhi nella nebbia

stupore

 

 

non ho bisogno di altro

per chiedere sonno

e amarti e basta

e la strada sterrata,

nelle parole no nei suoni

per un po’ farne a meno

come niente forse

sono corde le tue spalle

mi manca tutto ma non so

 

Quando per l’ultima volta mi girerò verso di te e non avrò altro che la voglia di vedere, davvero, chi sarai per quell’ultima volta. Spero per te che tutto sia più facile, sebbene, devo dirtelo, non mi voglio perdere niente. Ti scrivo in un momento in cui sto per attraversare la strada, a breve di certo mi sarò scordato che.

Mi investono, non è niente, sento il sangue e

questa volta, veramente, non mi vedrai più,

cosa c’è qui dentro non lo so perché d’un tratto

sotto le ruote mi ricordo e ti penso e sparisco

questa volta solamente storie semplici per noi

come passeri che poi, cadono come tutti tranne noi.

Solo nel momento in cui si ricompongono i palazzi attorno per pochissimo, per un pelo, solamente vorrei passare del tempo con te. Stare zitti, senza avverbi, senza lessico né campo semantico del cielo che sul cortile schiaccia le foglie che non sembrano risorgere.

Mentre sto per cadere, in volo, dappertutto,

appena prima dell’impatto, cazzo dici, sparso

sono, come sul più bello, non gridi ma ti sento,

ho solo il tempo, lo sguardo e pensare senza corpo

che questa volta veramente non ho mai capito niente,

che nel male ti ricordi, nell’angoscia ti ricordi che

Muoio ma non muoio per te. Me ne vado, come niente, come se.

Poi ti svegli e stiamo solo camminando sul marciapiede, qualche albero deforma l’asfalto, non parliamo. Non so chi siamo. Eppure adesso tutto è più vero.

 

16 ottobre
0Comments

Anch’io

Nel parcheggio

poco fa

il primo piano più stretto

del destino

mi ha dato un bacio.

Qualcosa per caso

si è spostato

e l’orizzonte arrossava

e mi accorsi di una chiesa

e lei mormorava

“ma ti fa paura”

e vorrei avere

quella punta di comprensione

almeno per tremare.

 

Ribelle all’emozione

non mi sento di gioire,

ti guardo e ho un sasso

in mano, amore.

 

My beautiful picture

 

E adesso

cerco dovunque

nelle cose,

nel tempo,

conferme

a te.

 

My beautiful picture

 

La scoperta della pioggia

Oggi mi sono alzato

ti avrei chiamato

ma pioveva

fuori

la luce bianca

cosa si spalanca

ti

ho rubato un ombrello

nella metro

detonato un bisogno.

 

My beautiful picture

 

E vuoto dentro.

Cerco di guardare i palazzi

come fossero ragazze

pallide

o gli ultimissimi spazi

della cultura degli uomini.

E vento dentro,

non voglio pensare a niente

e la aspetto.

 

My beautiful picture

 

Cristo, cosa vinci

nel momento in cui

mi conquisti?

 

La spiaggia, le corde,

il perdono e le angosce.

nient’altro che sangue

che secca e sospira;

noi due con lo zaino

così nel bisogno.

 

My beautiful picture

06 settembre
0Comments

Chiaramente

Tutte di Paolo, tanto tempo

Convinto di poterti cambiare

di poter scegliere

come sei

nell’errore più assoluto

che tu ci possa dare oggi

tutto quello che vogliamo

sono da bruciare

come in cielo così il mare

cancellerà tutto,

tutto quello che avete sempre considerato

fine.

 

 

E se vuoi tanto saperlo

sono stanco completamente travolto da cose che non voglio

il mio corpo

lo capisco benissimo

che non regge

ai colpi del destino non resiste

al tramonto se ne frega e cade ammazza

gli ultimi residui della terra

il mio cuore sente la sconfitta

ma ti esplodo dentro tutto il sangue

per sentirmi vivo ho mille storie

le storie di chi ancora cerca trema

le storie dell’amore ansia sera

 

AvAr8kfq9yLTsuGUCXi9Uyq3R7-l4_UGSDFr5TlZKfgR

 

È tremendo

la direzione sbagliata mi indica

le fosse comuni

rifiuta d’essere

certo

eppure ritorna così spesso

questo presentimento

va più veloce di quanto ti aspetti

non fantasmi

no spasmi

dolori felici dolori

per gente come dio

perché grido forte che è

merda merda merda

questa mia incapacità a volere

lo stupido desiderio

che mi manca

mi manca da morire tutto quanto

gli anni spezzati dalla testa

la rabbia che si aggrappa alle speranze

il vomito previsto dal destino

travolge case fiori e parco addio

ricorda mali assurdi

e vecchi fogli

su cui hai scritto

non perdono

su cui sputi adesso basta

su cui sputi le emozioni

le frantumi contro il tempo

non dai spazio alle parole

solo amore

 

anche se fosse la cosa più falsa di questo mondo

solo amore

 

per chi vuole seguirmi c’è l’inferno

non puoi abbattere la porta senza aiuto

il cielo ti brucia

fine anno

idee per il futuro

vaffanculo

 

11928857_10205550510179005_2060918284_o

15 luglio
0Comments

Una sola poesia di Paolo

C’era una volta

camminavamo così poco

lungo il ruscello non ti conosco

ma ti voglio perdermi come cerco

di non fare

mai

eravamo soli credo al mondo

credo alle speranze a cui non credo

te lo ripeto

camminiamo e c’è un ruscello

non penso promesso

non penso

con gli occhi verdi crescevo

così presto così presto

ho sbagliato da morire

spaccami spaccami nei mille

pezzi che disperdi

non puoi scappare quando non vuoi

e io ho continuato a perdermi

nei boschi

fossi tu lei o la paura

prima mi pento poi corro soffro

poi non sto bene se,

esiste la verità

devo averti detto qualcosa

ma lo sai, lo sai

che non dormo quando ti penso

che anche il giorno non faccio altro

non faccio niente no come sei

e non vedere

quelle cose in alto piove freddo

se ti raggiungo

fa buio presto sono sette

i passi della vita cerco

fortuna a volte amica capovolgo

il flusso conclusivo resto fermo

poi certo che smetto di dire cazzate

e mi avvicino esprimo troppo

maledizione pace interiore

mi avvicino e ti bacio e cazzo

penso cazzo sono scemo

se credo zitto credo alle illusioni

mi sveglio calci al vento

e poi ti guardo

ti guardo ho 12 anni

siamo il tempo

quello che non passa e sto un po’ meglio